Approfondimenti

4 settembre 2017

Venezia 74: il dark humor di Tre manifesti a Ebbing, Missouri

di Giulia Sambo
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Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Titolo d’effetto per un film, eh?

Con questo biglietto da visita Martin McDonagh (regista di In Bruges 7 psicopatici) ha presentato in concorso a Venezia il suo Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, drammatico dall’umorismo dark con la brillante Frances McDormand. Inutile dire che al termine della proiezione il pubblico è letteralmente impazzito: sul grande schermo non capita tutti i giorni di vedere un film così.

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, che arriverà nelle sale italiane l’11 gennaio 2018, inizia con l’inquadratura di tre cartelloni pubblicitari abbandonati accanto ad una strada secondaria di un piccolo paese nel Missouri. Mildred, una madre distrutta per la recente perdita della figlia, decide di affittarli per un’interno anno. Il messaggio che intende “promuovere” è il seguente: Stuprata mentre stava morendo. E ancora nessuno arresto? Come è possibile, sceriffo Willoughby?”. La donna fa scandalo nel piccolo paese di Ebbing: vuole servirsi di quei tre cartelloni pubblicitari per denunciare incapacità della polizia locale, che non ha ancora incastrato l’assassino di sua figlia. E ovviamente vuole smuovere le acque per inchiodare il colpevole. Uno dopo l’altro, gli abitanti chiave di Ebbing vengono coinvolti nella vicenda, ciascuno contribuendo agli sviluppi della storia.

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri è uno di quei film che va visto, stop. Senza interruzioni, senza chiacchiericci di sottofondo. Non può essere riassunto facilmente in una decina di righe. Va assaporato ed apprezzato per ogni singola espressione o battuta. È uno di quei film da rivedere più volte, tante sono le sfaccettature; meglio se in lingua originale.

Al Lido va in scena ancora una volta l’America, quella vera. Parliamo del provinciale stato del Missouri, non della multietnica New York né della sfavillante Los Angeles. La pellicola racconta l’America dei paradossi, in cui le minoranze sono tutto tranne che integrate e i poliziotti difendono tutto tranne che la giustizia. Una donna, una madre, è costretta a comportarsi come un uomo per rivendicare i suoi diritti; un uomo, un padre (lo sceriffo Willoughby, interpretato da Woody Harrelson), abbandona la sua famiglia lasciandosi i problemi alle spalle. Con leggerezza e superficialità si ride di tutto, anche della malattia.

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri è un giallo vestito da commedia che mette a confronto società e potere; ovvero Mildred e la sua lotta per la verità che si scontra con la polizia, biasimata per non riuscire a portare a termine il suo lavoro. Se all’inizio i due mondi non si sfiorano nemmeno, alla fine trovano un punto d’incontro.

Che cosa resta al termine della storia? Malinconia, tanta malinconia. E l’immagine sfocata di una società stremata, allo sbando e senza punti fermi a cui aggrapparsi.

Frances McDormand, che non ha davvero sbagliato un colpo – in tutti i sensi! – in conferenza stampa a Venezia ha dichiarato: “Voglio morire ed essere ricordata per il ruolo che mi ha dato l’Oscar. Per diventare Mildred non ho fatto molta ricerca, mi sono ispirata principalmente a personaggi maschili”.
Il prossimo anno sarà sua la statuetta?